.lunedì, 19 maggio 2008.

Mi sono ritrovata a tergiversare sotto un ombrello arancione che aveva l’ infausto compito di ripararmi da poche dispettose gocce d’ acqua.

Pensavo di non essere pronta, ancora. E allora stavo là, a pesticciare la ghiaia e a parlottare un po’ con tutti, aspettando di trovare la forza e il coraggio di rivivere una realtà che un tempo era semplice e ordinaria quotidianità.

Poi le parole giuste. Al momento giusto. Dalle persone giuste.

Allora mettendo un piede davanti all’ altro, sono arrivata  di fronte ai due campi.

Mi è mancato, tanto. Troppo. Tutto.

Il freddo, l’ acqua nel naso, i tagli sulle nocche, i lividi, le punte dei kajak tra le costole, le pallonate ovunque, le escoriazioni sui gomiti, l’ abbronzatura col segno della maglietta, i muscoli in tensione, i pesi, i passaggi con la palla medica. E ancora, la fascia azzurra con la “C” di capitano, l’ adrenalina pre-partita, i litri di caffè, il polase, il voltaren sui polsi, la pelle lessata dal troppo stare in acqua, le trasferte in giro per l’ Italia, dormire in cinque in una tenda, rotolarsi sui prati, non avere tempo di cambiarsi e in attesa della partita successiva mettersi una felpa sopra l’ accappatoio, perdere la voce e urlare comunque, piangere per una vittoria inaspettata,  i goal a colombella, le parate per grazie ricevuta,  i falli sul portiere, i falli in generale.

Ho mollato l’ ombrello, e sono rimasta incantata sotto la pioggia a guardare le partite con gli occhi lucidi, completamente annientata.

E poi la conferma di un pensiero, come un esplosione.  La certezza di voler mettere in atto quello che nelle ultime settimane sono state solo parole.

Il borsone è quasi pronto. La pagaia ricomincerà regolarmente ad avere contatti con l’ acqua.

Così, tanto per aggiungere impegni su impegni.

Vita su vita.


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle maggio 19, 2008 18:35
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Categorie: lake, choose life

.venerdì, 16 maggio 2008.

Da oggi c’è una novità.

Che poi “novità” non è il termine più adatto. Lo definirei piuttosto un ritorno alle origini.

Perchè mi sono accasciata su uno scalino, con le mani appiccicose di gelato alla fragola, e ho iniziato a ridere.

Una risata incontenibile, di quelle che ti fanno girare la testa e mancare il respiro. 

E proprio in quel momento, mentre ridevo, mi sono sentita esplodere, e   ho pensato che a differenza di molti altri, le capacità per fare quello che voglio io ce l’ ho tutte.

Allora, non peccherò più di accondiscendenza, giurin giurello. 

Si ricomincia a mordere. A graffiare. A Urlare.

E.

 

Di giornate universitarie che scorrono così.

Di deliri, in mensa.

Di deliri, in biblioteca.

Di deliri un po’ ovunque.

Di “Taci, Puttana”.

E di “Vado in bagno a masturbarmi pensando a Violet D.”, per fare la marrana e ridere dell’ indignazione collettiva.

Poi non è che effettivamente io mi sia masturbata davvero.  Nei luridi cessi del polo, poi.

Però Violet D. mi piace. Potrei pure innamorarmi, di un ragazzo così.

E ci dovrà essere qualcosa che non va se impazzisco letteralmente et esclusivamente per ragazzi uhm, diciamo effeminati. Anzi, no. Diciamo proprio Gay.

Ma io spero nelle conversioni.  E poi da ieri ho la medaglietta di una madonnina nell’ astuccio di TheNightmareBeforeChristmas.

Inizierò a pregare. Smetterò di bere, di fumare, di dire parolacce. Andrò in giro vestita solo di rosa, e non farò più sesso, ma solo l’ amore.

Eh.

Si.

Beh.

Già.

 

Per dover di cronaca:

Soffro di grave dipendenza, e non solo dalle mentine Frisk.

Ieri, quindici maggio duemilaotto,  è stata necessaria l’ ennesima dose di acciaio chirurgico.

Doveroso ringraziamento alla Ragazza Spud, fotografa d' eccellenza.

Ah. Se gli aghi vi fanno senso non è assolutamente un problema mio.


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle maggio 16, 2008 15:29
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Categorie: università, choose life, acciaio chirurgico

.martedì, 13 maggio 2008.

Ho staccato la spina per quattro giorni, e adesso non riesco a ricollegarla nel modo giusto. Provo tutte le prese possibili e immaginabili, ma mi perdo in un groviglio di fili che si possono tirare fino ad un certo punto.

 

Ultimamente la mia presenza con gli altri è solo fisica, e mi dispiace.

 

Faccio tremila cose, e tutte in modo sbagliato.

 

Ho passato un esame, con un voto che definire scarno è un eufemismo, leggendo solo un libro e mezzo su quattro.  E se la cosa da un lato mi galvanizza, dall’ altro mi manda in bestia.

 

Informazione di servizio: da domenica, per una settimana, quattro frammenti della visione del  mondo del Clown catturati attraverso l’ obiettivo di Lucrezia saranno in mostra in quel di RedStarCity in mezzo ad altre decine di scatti nettamente più validi.

Chi vuole fare un salto sa dove trovarmi.

Più o meno.


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle maggio 13, 2008 15:56
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.domenica, 11 maggio 2008.

Sono tornata a ClownTown con una canzone a tutto volume, la voglia di non incontrare nessuno e quattrocentoquattordici  foto nella memory card da collocare in una nuova ennesima cartella della sezione duemilaotto.  

Mi sono mancati il lettone, le collane di perle sul rametto rosso di plastica e i cerchietti per capelli sempre a portata di mano, ma la verità è che avrei anche potuto farne a meno..

Spiegare cos’ è cambiato in qualche giorno di permanenza fuori sede non è proprio la cosa più semplice in questo momento, con un dito che non smette di sanguinare, e la consapevolezza che non ho a disposizione quotidianamente colui che poche sere fa mi ha trascinata nel bagno di casa mia per disinfettare, nonostante le urla sclerotiche, quello che è risultato essere un brutto taglio.

 

Doveva essere devasto e basta, e alla fine è stato tutt’ altro.

 

Vorrei solo che a darmi fermezza  fossero motivazioni più valide di piccole e stupide autoconvinzioni.

 

Tutto come prima, quindi.

Almeno per adesso..

 

{Musa di nessuno come sei, che non sai di niente, ma di te}


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle maggio 11, 2008 14:23
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.lunedì, 05 maggio 2008.

Mi gira la testa, e a dirla tutta non è l’ unico giramento in corso.

Sarà che in giornate come queste dare la colpa al maltempo sembra la cosa più ovvia, ma se mi soffermo un attimo a pensare realizzo che boh, magari è un tantino semplicistico rifarsela con la pioggia, e allora mi viene in mente la pubblicità del gratta&vinci, “TiPiaceVincereFacile” con tanto Bongibongibonbonbon allegato.

E mi ritrovo davanti ad un pc, dove tutto si capovolge, e si inizia a sorridere, perché l’organizzazione di una serata tra amici nella tana multicolor  del Clown risolleva nettamente il morale.

 

Nell’ ultima settimana, c’ è stato un surplus emozionale devastante, che se dovessi esternarlo tutto non mi basterebbero i minuti che ho a disposizione.

Come  un’ idea che negli cinque anni è sempre stata abbastanza delineata, e alla fine si cristallizza, da un giorno all’ altro. E tutto quello che c’è da fare è staccare una foto dal muro, e prepararsi per una bella chiacchierata col Signor G.

O il ritrovarsi sedute intorno ad un tavolo di plastica e ricordare i vecchi tempi. Per quel “potremmo riprovarci e vedere come va”, e sentire chiaramente il cuore che inizia a martellare in modo isterico e sconclusionato dentro al petto.

O una giornata di sole in cui finalmente una bicicletta verde e viola viene avvistata dentro al polo, la voce del Ragazzino stravolge una giornata,  I Milanesi Ammazzano Il Sabato, e le quattordici ricette di quotidiana macabra felicità, già nei primi ascolti rapiscono molto più di quelle ballate per piccole iene, o balads for little hyenas che dir si voglia.  

 Ma ora non c’è più tempo di elencare. C’ è un disco da mettere a tutto volume, una camera da rendere agibile, e una valigia da preparare.

 

 

 

 

YellowPrincessGoesToTheCity.


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle maggio 05, 2008 17:22
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.venerdì, 02 maggio 2008.

Gli occhi sono pesanti ma sembrano non avere intenzione di chiudersi (ci ho provato).

E una telefonata all’ una e venticinque non me l’ aspettavo (quando si dice il tempismo).

Di sensazioni, o forse, meglio ancora: pensieri personali (del tutto discutibili, ovviamente).

Ma forse mi convincerò anch’io di parole vomitate con inconcepibile cattiveria, perché obiettivamente delineano una realtà ben specifica (la mia).

 

“A denti stretti”

 

Sembrerà scontato  e riduttivo  specificare quanto io mi sia immensamente rotta i coglioni, di tutto ciò.

Torno a ripetermi. Torno a sbagliare. Torno ad aprire parentesi.

In conclusione Festa Mesta, per un’ ora consecutiva. concedendomi il lusso di aspirare nicotina sotto il piumone.

 

IONONCHIEDOPERMESSO.

E in compenso rido, mentre aumentano le nevrosi per questo mio sentirmi “così”.

 

ScooterSashaEqualMe


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle maggio 02, 2008 03:32
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.lunedì, 28 aprile 2008.

Credo che alla fine il cd con la discografia dei Matrioska semplicemente fonderà.

E’ che in questi giorni la catatonia mentale va soppressa, allora se non sono Matrioska sono PersianaJones. O MadCaddies. O LessThanJake. O Shandon. O Vallanzaska.

In pura contrapposizione alla tracklist del lettore mp3, ma solo per peccare un po’ di incoerenza.

Ad ogni modo, ci sono uomini e “uomini”.

E tre donne che da "Bacco&Strombazzo" probabilmente non potranno mai più metterci piede (ma la colpa non è di un Clown che per bere una doppio malto media ci ha messo un’ora e mezzo, vero?).

C’è che ultimamente mi sembra di guardare la mia vita con gli occhi di qualcun’ altro, e di alcune situazioni che si vengono a creare proprio non me ne capacito.

C’è che ho smesso di parlare, di nuovo, e certe cose me le lascio scivolare addosso perché non è proprio il caso di analizzare nel dettaglio ogni sfaccettatura e che poi si tramuterebbe in equivoco.

Ci sono io che non so esattamente cosa fare domani, tra un mese, d’ estate, fra due anni. E intanto ci sono due esami per i quali (non) ho studiato tutto il fine settimana.

Poi dove c’ è Barilla c’è casa, ma intorno a quel tavolo io non sono riuscita a trovare una collocazione che fosse mia.

In compenso potrò utilizzare una macchina fotografica vecchia almeno cinquant’ anni, che ha immortalato alcuni dei momenti  più belli della mia famiglia, che mi ha permesso di vedere il viso di mia madre da bambina, e lo sguardo di mia nonna quando le preoccupazioni non erano poi così tante.

C’è che passati questi due giorni di fuoco la mia colourful tana subirà un esile restyling, e oltre alla doverosa tappa all’ Ikea avrò un quantitativo non indifferente di foto da  stampare.

C’è che ho voglia di stupire con gli effetti speciali, ergo  alcune donnine al più presto riceveranno un invito per essere testimoni oculari –e non solo- di un Clown ai fornelli nascosto dietro un grembiule a righe.

 

Poi di cose  belle ce ne sono a bizzeffe, ma come al solito non sono in grado di descriverle.

 

 

 

Mi piace  annusare il buono che c’è.

 Questo è l’ essenziale adesso.


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle aprile 28, 2008 04:12
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.venerdì, 25 aprile 2008.

Svegliata dal prolungato squillare del telefono.

Fanculo, penso.

E se nel mio caos ci sguazzo alla grande, il disordine altrui non riesco minimamente a tollerarlo.

(Disadattata sociale).

 

Voglio/Devo/HoBisognoDi.

U S C I R E   D I   C A S A

 

Perché aprire gli occhi e assistere ad un tentato stupro a suo modo è traumatico.

Se non fossi intervenuta MucchEmo avrebbe perso la verginità in un modo atroce, e tutto questo perché ho un cane balordo e voglioso. E  frocio, tanto per gradire (e come dargli torto? Dopo 9 anni di astinenza imposta forse qualche cristi verrebbe anche a me…).

 

Poi, sembra passato un sacco di tempo, ma in realtà era ieri che c’ era il sole, e io sono uscita con le scarpe scarabocchiate, e un’ eccentrica accozzaglia di giallo e viola addosso.

Una bimba che è venuta ad abitare da poco nella TwinTowers n°1  mi ha sorriso e mi ha detto che sono bellissima perché sono sempre colorata.

I bambini sono la bocca della verità, e dato che dovrò rinnovare la carta d’ identità tra qualche mese, ho deciso che lo farò scrivere nello spazio riservato ai segni particolari: “Bellissima perché sempre colorata”.

 Ad ogni modo, estasiata da quel complimento inaspettato me ne sono andata a spasso per ClownTown con un buon sottofondo musicale nel lettore mp3 e una lunga lista mentale di cose da fare.

Ho fatto amicizia con la SignoraApple, proprietaria della merceria del centro, e anche se non ho trovato proprio quello che mi serviva sono uscita soddisfatta, pensando che si, ci tornerò sicuramente a discapito della StronzaCoiCapelliNeri dell’ altro negozio.

Passando sul ponte  ho avuto voglia di fare foto in una stradina che amo profondamente, ma ho tirato dritto.

Quella stradina divide la ferrovia dal fiume, e arriva fino ad un mucchietto di case che confinano con un parcheggio per certi versi abbastanza squallido, ma che è stato il punto di riferimento per chiacchiere, sfoghi,  confessioni con le Ladies prima, con la Socia poi.

Quella stradina l’ ho percorsa migliaia di volte tornando da scuola per non imbattermi nella folla che si riversava sui marciapiedi in attesa degli autobus, o più semplicemente per il gusto di percorrerla. Ci sono passata in bicicletta e una volta anche in skate. In entrambi i casi ho seriamente rischiato di farmi mooolto male.

Quella stradina però nei giorni scorsi  è diventata scenario di un avvenimento sconcertante, e la consapevolezza che non riuscirò più a passare di là mi ha un po’ spezzato il cuore, perché in questo stupido paese era uno dei pochi posti che sentivo  un po’ “mio.

In compenso mi sono fermata a salutare un’ amica, una di quelle con la ‘A’ maiuscola.

E’ un’ amica che conosco da tredici anni, e tredici anni sono un sacco di tempo.  Più di metà della nostra vita, per l’ esattezza.

Sono tornata a casa che di sole iniziava ad essercene il giusto, con il solito sottofondo musicale nelle orecchie, e la presa visione del fatto che esistono sensazioni così forti che ti tolgono il respiro.

 

Ci sono persone che queste sensazioni non saranno  (o non sarebbero state) mai in grado di darmele.  

 

{E che sia chiaro, non ero l’ unica a non essere speciale}

 

Goditi i Tuoi Lividi, i tuoi brividi e poi specchiati
Altalene che restano ferme a metà
…

 

 

 

Caro Marco,
ti scrivo dal profondo del mare, nascosto dentro un giardino di Corallo a riparo dagli squali ma invisibile per le sirene.
Quando Ne Ho Voglia alzo gli Occhi e Guardo Il Sole attraverso un milione di miliardi di metri cubi d'acqua
e finalmente non mi bruciano più gli Occhi

 

 

Quasi dimenticavo:

 

Care Puttan-Elfe senza alcun barlume d’ espressività perché nascosta sotto quello strato di fondotinta che ogni giorno vi spiaccicate in faccia: adesso siamo pari. $

 


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle aprile 25, 2008 20:25
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.mercoledì, 23 aprile 2008.

Di  parentesi e sottolineature,  virgole e punti.

Interlinea, a capo.

Pronti a ricominciare dall’ inizio.

Arrivare in fondo, cercare di continuare a scrivere ma rendersi conto che si stanno esternando solo stronzate.

Cancellare, scarabocchiare, cercare altra carta incontaminata e ripartire da capo per l’ ennesima volta, stavolta impostando meglio i discorsi e cercando di dare un senso a tutto quanto.

 

Ho voluto Placebo, Verdena,  PuddleOfMUdd,  Marta sui Tubi et Coldplay nella completezza di alcuni dei loro album, semplicemente perchè devastata dalla contrapposizione musicale venutasi a creare nei meandri del mio lettore mp3.

E pensavo che sono proprio giorni strani questi, giorni che per la verità non si differenzierebbero particolarmente da tutti gli altri, se non fosse che tra le mie molteplici cazzate c’è anche qualcosa di altamente positivo, che consiste nella fine effettiva di una messa in scena che da troppo tempo si trascinava avanti a suon di affermazioni fini a se stesse che poi ovviamente sfociavano in un nulla cosmico, interminabili discussioni su colpe immaginarie e quant’ altro.

C’è la frangia che non sta come dovrebbe e ci sono io che giuro che al prossimo attacco di nevrosi andrò a rastificare tutto quanto. C’ è che mi potranno anche un po’ girare i coglioni se per colpa delle Puttan-elfe in tailleur blu della Marionnaud  di ClownTown ho speso la bellezza di nove euro e dieci centesimi per uno smalto della Revlon che non è della gradazione di rosso che volevo,  che  coniando un modo di dire della socia “dura tre giorni con ieri”, e che  fa tremila volte più ‘cahare’ dei miei affezionatissimi boccettini da un euro e trentacinque centesimi comprati in quel negozietto adorabile che vende un po’ di tutto a seconda delle mandate, e che si trova tra ClownAvenue e la Stazione, ergo in un tratto di strada che devo percorrere tutti giorni o quasi.

C’è che mi prefiggo degli obiettivi alquanto strani, e nell’ ultima settimana in particolar modo mi sto auto-infliggendo violenza psico-fisica per rimanere seduta su una qualunque sedia della biblioteca del polo, piuttosto che dirottarmi verso lo Studio del Signor G. per l’ ennesimo  foro, che potrebbe essere un bridge, un labret,  un qualunque surface, un nipple occhediavolosoio.   Il punto è che secondo le macchinazioni della mia testolina malata dovrei arrivare a quota ventitrè entro  settembre, ma forse (e ribadisco ‘forse’) è il caso di evitare, perché il troppo stroppia (??), non ci sono più le mezze stagioni, questa non è musica è rumore, e il mio amico Bianconiglio è l’ unico uomo etero che conosco a volere che una donna –nella fattispecie:io-  non si bagni (E ho scritto ‘volere’ non ‘fare in modo’, che in quel caso come tutti ormai sanno, ci sarebbero almeno un paio di anedotti sui quali farsi una sana risata... ).

 

Ad ogni modo, ho amato il giro sulla giostra di sabato pomeriggio sotto al sole. Le foto stupide fatte durante il giorno. La schiuma fino alle ginocchia quasi a metà serata.

Non ho ancora scelto gli scatti da esporre alla mostra.

Scapperò  di casa per quattro giorni, e l’ ostello è già prenotato.

Sono usciti i primi nomi dell’ Heineken Jammin’ Festival, dell’ Italia Wave, dello Szighet. Non ho avuto il coraggio di cercare informazioni su Pistoia Blues, Rototom Sunsplash, e Estragon.  

Intanto Firenze è piena di locandine che ci informano dell’ imminente data toscana di Babbo Manuel e compagnia, e io ho inziato a sentirmi, come dire, in fibrillazione.

Poi rosico, perché so già che durante l’ estate non avrò tempo di fare un beneamato cazzo.

 

In compenso ad agosto voglio scappare.

“Uno zaino più grosso di me, senza escludere la possibilità di non tornare indietro”.

Ma solo perché mi sono ritrovata seduta su quella panchina di plastica bianca da sola ad aspirare nicotina e ho pensato a tutto quello che avrei detto se ci fosse stato accanto a me quel “Lui” che conoscevo un tempo,  e che non si è capito bene dove sia andato a finire.

 

Battiti per minuto.

Finale easy, esattamente come questa nuova propensione al sorriso.

 

 

 

 

 

Ma i sogni sono liberi e poi che male c'è.


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle aprile 23, 2008 02:56
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.giovedì, 17 aprile 2008.

Conosco una persona che si è costruita un mondo su misura.
Prende un pezzo qua e un pezzo là.
Mischia tutto a casaccio, fregandosene delle contrapposizioni che si vengono a creare.
Tra un po’ Giovanni Muciaccia andrà a chiederle i diritti d’ autore, che mica per niente, ma di ArtAttack ne basta uno.
Il risultato è triste, gentile pubblico.
Molto triste.
Perché lei è morta, e non lo sa.
E’ morta perché non è mai stata in grado di essere niente.
Tutt’ ora non è niente.
E ci sono ottime probabilità che continuerà ad esserlo, un niente.
Un niente ambulante, cazzo.
Un niente in grado solo di piangere per tutto quello che non ha mai nemmeno provato a fare.
Un niente che si ubriacherà di auto-giustificazioni e  che si nasconderà dietro ai suoi personalissimi rimpianti.
 
Penso (io), ma lo penso sul serio, e non è per dire.
Che se fossi stata un niente come quella persona che conosco.
Dopo un’ overdose di Valium (io).
Sarei salita in piedi sul bordo della mia finestra, sesto piano, vista parcheggio.  
Un salto nel vuoto, con semplicità.
Per cinque minuti di sincera et autentica considerazione da parte del mondo.
 
Ma  non sono un niente qualunque (io).
Sono un Clown.
Un Clown che per la sua integrità mentale deve essere scortato ad una ben precisa mostra fotografica (prezzo d’ ingresso incredibilmente basso e scatti meravigliosi. Un mese di tempo per inviarmi le vostre iscrizioni. Venghino siori venghinoooo!).
Un Clown che da qualche giorno a questa parte è stranito. Insicuro. E galvanizzato.
Un Clown che incastra letture distensive –si fa per dire- ad altre prettamente universitarie. E passa buona parte della sua giornata con il naso infilato tra le pagine di qualche libro.  
Un Clown che ha preso un ricco e abbondante Trenta, e che una settimana dopo ha voglia di venire a scriverlo qua, come risposta a tanti sproloqui ingiustificati (Uh, ma questo è un orgasmo auto-indotto, Clown. Si, lo è. Eccome se lo è).
Un Clown che da un po’ di tempo a questa parte si è fissato con gli alberi.
Un Clown che semplicemente dovrebbe smetterla di scrivere stronzate e andarsene a letto.
 

 

 
 
 
 


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle aprile 17, 2008 03:07
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.mercoledì, 16 aprile 2008.

C’ era un cielo grigio in quel di Firenze oggi.
Pioveva ma c’ era anche il sole.
Una condizione climatica di questo tipo è già stata fonte di ispirazione per un piccolo artista di cui però non starò a parlare in questo contesto, ed effettivamente, fatta questa premessa,  potrei  anche sorvolare sul fatto che camminavo ridendo.
Camminavo ridendo, col naso all’ insù, e pensavo che io a disegnare sono sempre stata negata, però avrei voluto che Lucrezia fosse dentro il mio zaino giallo, esattamente come tutti gli altri giorni.
Anche nella pausa caffé di metà pomeriggio, quando fuori dalla biblioteca ho guardato le nuvole riflesse in una pozzanghera, e ho pensato che si, quello era un frammento di giornata universitaria a cui nessuno sembrava dare importanza, e che proprio mi sarebbe piaciuto conservare.
E mentre eravamo sul treno un po’ parlavamo e un po’ stavamo in silenzio, guardavamo fuori dal finestrino e ci siamo accorte dell’ arcobaleno.
Anche là l’ avrei voluta, per poi tenere tutto per me, che della mia visione del mondo  sono profondamente gelosa, e incredibilmente protettiva.
Perché se si riesce a trovare un frammento di purezza incontaminata forse è il caso di prendersene un po’ cura.
 
Epilogo.
Ho passato l’ ultimo quarto d’ora rigirandomi tra le dita una Rothmans slim spenta, consapevole che non l’ avrei accesa.
Se proprio dovessi fumare adesso, accenderei come minimo una Lucky.
E dico come minimo.
C’ è che in casa mia le notizie proprio non si sanno dare, non c’è verso.
Ma chissà come mai sono rimasta impassibile.
Forse perché l’ ultima volta che l’ ho vista era stanca, spossata, debilitata. Niente a che vedere con la donna energica che è sempre stata.  
Forse perché anche quell’ ultima volta mi sono nascosta dietro ogni sacrosanto pretesto pur di non dovermi soffermare a guardarla troppo a lungo negli occhi.
Forse perché quando vuoi bene ad una persona, non ce la fai ad accettare il fatto che stia soffrendo senza che tu possa fare niente, e arrivata ad un certo punto pensi che vaffanculo, allora è meglio così.
E blablabla, cazzo.
Chissà quante altre odiose frasi di circostanza della minchia salteranno fuori in questi giorni.
 
Io per tutta la sera non ho fatto che pensare al suo odore.


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle aprile 16, 2008 01:43
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.martedì, 15 aprile 2008.

Calma, silenzio e tranquillità.
Tutte cose di cui in questo momento la mia tana è priva.
E se a volte il vibrare di Sammy è causa di nevrosi, vorrei evitare di descrivere nel dettaglio quanto lo squillare di otto telefoni, tra cordless e cellulari mi stia uccidendo l’ umore.
E’ che ci sono cose alle quali mi sono già abituata.
Come riempire il tavolo di roba. Cenare in mezzo al caos con la tv spenta e lo stereo a tutto volume. Fumare una sigaretta spalmata sul divano, aprendo la finestra e chiudendo le porte. Stare distesa al contrario sul letto e porre attenzione ai particolari. Bere una tazza di tea e poi poggiarla per terra, che a raccoglierla ci penserò il giorno dopo. Fissare il soffitto fino alle quattro di notte, e poi inveire quando suona la sveglia.
 
(Countdown)
 
Please, leave the Clown Alone. Che i miei lunedì devono poter iniziare tardi e finire più tardi ancora.
 
Detto questo: ancora la mia presenza non è assicurata, ma la pubblicità è d’ obbligo:

www.myspace.com/deadriverspace

 

 
Chi non viene è un pezzente.
E che il Clown sia escluso è ovvio.


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle aprile 15, 2008 00:32
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.sabato, 12 aprile 2008.

Punto.
Che per me era delineato già un anno fa. Anzi due. Facciamo tre.
Stronza.
Per non essere stata in grado di soffermarmi, ascoltare, capire. DECIFRARE.
Giustificabile.
Inventarsi pretesti, scusanti, aggressioni verbali per non venirmi incontro. MAI.
Tardi.
Per un bussare costante et immotivato ad una porta che dire sbarrata è ovviamente riduttivo.
 
Convinzioni che crollano.
Non le mie, stavolta.
 
(Eh si, il Clown in fondo sta crescendo. E di certe amorevoli cazzate se ne priva volentieri).
 
Graffiare una lavagna con le unghie, strusciare una forchetta su un piatto.
Come una notte di settembre. Seduta sull’ erba. Satura di sostanze alcoliche. Circondata da una moltitudine di ‘nessuno’ dai quali prendere le distanze. 100Years  come sottofondo in un contesto decisamente inappropriato.
Ma dopo diciannove mesi è solo un resoconto come un altro.
 
( "La paura che incombe terrorizza chi riempie la sua vita con un niente"
Quanto mi dispiace che la sua ambizione principale sia collezionare piccole certezze quotidiane per arrivare integro a fine della giornata, della settimana, del mese, dell’ anno.
Con un lavoro di merda il cui unico scopo è quello di garantire un’ entrata minima necessaria per affogarsi in piacere effimeri.
Il nome che spicca nella lista di una discoteca che in fondo non gli piace così tanto, ma funge da palliativo.
Una  macchina nuova da pagare, perché la precedente non era sufficientemente feega.
E una vagina in cui svuotarsi le palle.
INCUISVUOTARSILEPALLE.)
 
“Tra il farfugliare delle persone sole”
Ho la testa leggera oggi, e un sorrisetto ironico per certi piccoli dettagli che non sono (più) in grado di scalfirmi.
Sono così.
O meglio, sono diventata così.
E c’è che proprio non ce la faccio ad entrare in un vortice di autocommiserazione.
Non riesco a puntare il dito, attribuire colpe.
Sono la prima che si mette in discussione.
Maledettamente autocritica in tutto quello che faccio, nel mio modo di rapportarmi col mondo, in questa malcelata incapacità di interazione.
 
Morale della favola, che poi corrisponde anche all' inizio e alla fine della favola stessa:
 
C’ era una volta un Clown, che si era avvolto sotto una coltre di invulnerabilità per così tanto tempo, che ad un certo punto decise che là sotto ci sarebbe rimasto per sempre, o almeno finché qualcuno non l' avesse trascinato fuori con la forza, incurante delle sue urla, e delle resistenza che pareva opporre.”
 
This is The End. My Only Friend, The End.


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle aprile 12, 2008 04:58
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.giovedì, 10 aprile 2008.

Ho come avuto l’ impressione di impacchettare i miei ricordi, di infilare dentro anonimi scatoloni tutta quella che è stata la mia vita fino ad ora.
Avrei voluto avere dieci anni.
Sfida con la porta.
Il passaggio segreto.
La casa delle Barbie accanto al pianoforte.
Il rifugio.
La bici nel sottoscala.
Supervichy alle 9.30, quando non andavo  a scuola.
Ma mi sono ritrovata là nei panni di una ventiduenne, impaziente di uscire da quelle stanze sempre più vuote, che con i PersianaJones a tutto volume si interrogava sul senso che acquisteranno quegli oggetti in una casa diversa.
Ad ogni modo, quasi ufficiale il fatto che in quel di ClownTown, la principessina qua presente rimarrà sola gran parte della settimana. O forse sarà semplicemente più sballottata, as every time.
 
In ogni caso, dovrei smettere di comprare libri che non so nemmeno io quando leggerò.
Dovrei evitare di rispondere al telefono quando mi chiama mio padre, visto che i toni della voce aumentano vertiginosamente, le parole si sprecano, e i nervi si frantumano. E poi mi sarebbe anche un po’ passata la voglia di vomitare questo strano miscuglio di odio/rabbia  addosso ad una persona che non vedo da tre anni, e che non vuole saperne di crescere.
Dovrei anche aver imparato che lo smalto va tolto prima della doccia e rimesso dopo.
Ma tanto alle cose non ci penso, decido sempre di farle a modo mio.
Sbagliando, ovviamente.
Che lo puntualizzo a fare?!
 
Eppure ci sono notti...
Eh..notti?
Notti in cui Firenze diventa lo scenario assurdo di un incontro ancora più assurdo.
E improvvisamente è luglio, anche se sul calendario appare a lettere cubitali la scritta 'Aprile'.
Ed è come svegliarsi il giorno dopo con il mal di testa, ma sorridere per dei residui di carta verde intorno al letto.
 Shandon time. Senza Fingere Che Sia Facile Per Me


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle aprile 10, 2008 01:28
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.sabato, 05 aprile 2008.

La mamma del Clown è contenta dei nuovi acquisti della sua primogenita.
La guardava di sottecchi con sguardo quasi umido, per quell’ improvviso sprazzo di femminilità.
Non era troppo convinta degli accessori, ma come dire, ora non è che possiamo pretendere più di tanto.
 
E.
 
A volte un inizio ti sembra identico all’ altro.
Apri gli occhi, ti alzi cercando di non calpestare niente –e non ci riesci- , vai in bagno, ti togli i residui di matita nera della sera precedente, e rimani impallata almeno un quarto d’ora, cercando di capire chi sei, da dove vieni e dove stai andando.
Ma soprattutto, chi sei.  
Perché ci sono momenti in cui non ti riconosci più, e il riflesso dello specchio sembra appartenere ad un’ altra persona. Ci vuole un po’ per realizzare che effettivamente il Clown che appare sotto quei capelli semi-rovinati da un uso eccessivo della piastra è lo stesso di sempre.
Poi basta poco a cambiarti una giornata. Se poco lo si può definire.
E mentre cerco motivazioni valide che siano in grado di giustificare questo sorriso idiota che ogni tanto mi si stampa in faccia, mi rendo conto che non ce ne sono.
E che non ne voglio.
E che vaffanculo oh, porca troia.
Mi sarei anche un attimo rotta il cazzo di dover sempre dare a me stessa delle cazzo di spiegazioni.
 
Intanto la pianificazione di una serata più che valida ha fatto in modo che un ometto si sia allontanato dal meraviglioso mondo di emmessenne per preparare una valigia che domani occuperà –di nuovo- un qualche angolo della mia tana.
E saranno fiumi alcolici e sostanze non propriamente legali e musica e resoconti degli ultimi mesi.
E magari perché no, un aggiornamento sui pallini (anche se il Clown in confronto al Ballerino è una monaca di clausura!).
 
Ne abbiamo proprio bisogno, si.


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle aprile 05, 2008 05:09
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.martedì, 01 aprile 2008.

Dopo tutto penso di essere arrivata ad un mio compromesso personale.
Credo non ci sia niente di male nel voler essere circondata solo ed esclusivamente da quelle persone che per un motivo o per l’ altro si reputano degne di tale concessione.
E c’è che se non parlo probabilmente è perché non ho niente da dire, o meglio, ancora, perchè non ho voglia di farlo.
Elargisco sorrisi plastici perché mi sento troppo superiore a certi infantilismi, anche solo per soffermarmi un attimo a dare spiegazioni.
 
Ma, ribadisco io, la mia presenza mai è stata imposta, e mai lo sarà (tradotto in termini spiccioli e un tantino grezzi: che cazzo volete da me?!).
Intanto realizzo che è proprio brutta questa diarrea verbale, della quale sembrano soffrire determinati soggetti.
 
Ohibò, il Clown è basito.
 
Però, c’ è da dire che mi fa sentire tremendamente Donna questa mia capacità di saper scegliere il mascara giusto.
Dopo quaranta minuti (e se dico ‘quaranta’ sono ‘quaranta’) di pianto convulso non sono scesa dalla macchina mascherata da panda, e le donne degne di tale appellativo lo sanno che questa è una conquista.  
In tutto ciò non c’è un filo logico, una connessione, una motivazione, solo un po’ di stanchezza e tanta confusione mentale.
Avrei voglia di stare distesa su un prato senza essere assalita dai sensi di colpa.
E fare bolle di sapone con le mani appiccicose di ghiacciolo alla menta.
E scattare fotografie solo perché ho voglia di farlo,  non perché “devo”.
E riversare pensieri su carta da regalare a chi li apprezzerebbe davvero.
 
(Tranquillità, oggi: addormentarsi sul divano di una casa non mia con una qualche puntata di Scrubs in sottofondo.Tenchiù, otto ).


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle aprile 01, 2008 04:00
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.giovedì, 27 marzo 2008.

Noi due abbiamo girato il mondo.
Siamo andati ovunque, rimanendo sempre seduti sul divano di casa mia, si intende.
Poi, una famosissima notte di inizio ottobre, distesi per terra, in PiazzaDelCampo, ci siamo ritrovati completamente persi a guardare il cielo e cercare di farci passare la sbronza.
Eravamo fermamente convinti che  saremmo stati così per sempre, magari non sbronzi, ma sicuramente insieme.
Giuravamo su quanto di più caro avevamo che non avremmo mai permesso a niente e nessuno di mettersi tra noi.
“Perché tu sei uno spettacolo”, diceva.
 
E  io proprio non riesco a credere che nove anni di amicizia indiscussa possano andare allegramente a finire nel cesso.
 
(Ma arriverà un tempo in cui sarai felice, davvero. E nonostante tutto io sarò felice per te, anche se non sarò più al tuo fianco per dimostrartelo).


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle marzo 27, 2008 20:04
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.venerdì, 21 marzo 2008.

Alle prese con cotton-fioc, disinfettante analcolico e  sapone antibatterico, curavo con affetto e un briciolo di apprensione quel piercing disgraziato che a distanza di un anno se ne viene fuori con dei capricci piuttosto strani.
E no, caro numero sedici, tu non farai il rigetto, perché io ti voglio bene, sono affezionata a te, sei la piccola ferita che ricorda un giorno importante. E poi mi scoccerebbe alquanto buttare quaranta euro nel cesso, porca puttana!
In tutto ciò pensavo che vorrei tremendamente dirottarmi verso il numero diciannove, ma forse per il momento non è proprio il caso.
E ho anche voglia dei capelli lunghi, di nuovo.
Ho voglia di sentirmeli sulle spalle. Ho voglia delle trecce, delle code, delle forcine colorate e quant’ altro.
Ho voglia anche di smoccolare davanti allo specchio perché cazzo, proprio non stanno come vorrei, e sono tanti, e sono mossi, e vaffanculo li avrei voluti come mio padre, che ha dei ricci meravigliosi.
 
Già, mio padre.
 
Gli ho sempre invidiato i capelli di cui sopra. E gli occhi azzurri, anzi, cerulei (tutt’ altra storia dai miei,  castano-verdi).
Da lui ho ereditato solo quello sguardo che a tratti diventa bastardo e irriverente -prerogativa indiscussa di ogni membro della famiglia T.- e questo  carattere di merda, del quale però, a prescindere da tutto, vado abbastanza fiera.
 
Più o meno.
 
Poi pensavo anche che…
E’ triste arrivare al diciannove marzo e avere stampata in testa una faccia che non appartiene a colui che ti ha messo al mondo.
Così come è triste ritrovarsi a scrivere contro voglia un sms di auguri non sentiti, fissare sbruffando la letterina che appare al momento dell’ invio, e solo poche decine di minuti dopo schizzare in piedi, fuori da  un  pub come un altro, e stringere le braccia intorno al collo appartenente alla faccia citata tre righe sopra.
 
 
(Giuro su quanto ho di più caro al mondo che in quel momento mi sono chiesta quanta casualità potesse esserci in quell’ incontro, in quell’ abbraccio. E sono giunta alla conclusione che quella è stata la semplice dimostrazione che lui ci sarà sempre.  Perché il punto è proprio questo:  sono stati degli intensissimi giorni di merda,  e  tutto ciò di cui avevo  bisogno era di sentirmi la piccolina di qualcuno, un “qualcuno” che per me è fondamentale).
 
 
 
Ho sempre detestato le catene e tutto ciò di vagamente simile, ma dato che sono stata interpellata mi assumo le mie responsabilità e nelle prossime righe mi impegnerò a deliziare i miei lettori con questo coso chiamato “MEME” (che in teoria bisogna in seguito passare ad altre cinque persone).
Direi che se tu, omino che mi hai tirata in ballo, ci hai capito poco, io ci ho capito ancora meno.
Ma non importa, incominciamo.
 
Cinque cose che avrei voluto fare:
  1. Avrei voluto, qualche anno fa, prendere parte agli allenamenti con il coach della nazionale femminile, che ricevette via e-mail una risposta negativa alla mia convocazione, da una persona che ovviamente non ero io.
  2. Avrei voluto fare una valigia e andarmene via davvero, soltanto per capire se poi sarei tornata indietro o meno.
  3. Avrei voluto trovare il coraggio di guardarlo negli occhi e dirgli che per me era importante, che non aveva senso continuare a rincorrersi all’ infinito, perché lui rappresentava tutto quello che avevo sempre desiderato fino a quel momento.
  4. Avrei voluto quel mercoledì pomeriggio di fine febbraio, fermarmi qualche minuto in più su quel marciapiede, perché allora non potevo certo saperlo, ma sarebbe stata l’ ultima volta che lo avrei visto.
  5. Avrei voluto spedire a mio padre quella lettera di quattro pagine, che invece ho strappato in tanti minuscoli pezzi.
 
 
Cinque cose che non avrei voluto fare:
  1. Non avrei voluto fidarmi così ciecamente di determinati soggetti che poi si sono rivelati quanto di più squallido e patetico possa esistere al mondo.
  2. Non avrei voluto tergiversare per troppo tempo in quello che è poi si è rivelato un rapporto malato e inconcludente.
  3. Non avrei voluto far sciogliere la mia squadra senza almeno provare a trovare un fottutissimo obiettivo comune per tenerla unita.
  4. Non avrei voluto scoppiare in lacrime dietro la porta di un bagno, mordendomi il labbro inferiore per non farmi sentire piangere, e tornare in quel letto schifata da ogni suo qualsiasi gesto.
  5. Non avrei voluto essere messa al corrente di determinate cose, per merito della bocca incontinente di una povera cretina del cazzo. Adesso avrei un motivo in meno per odiare profondamente il Natale, forse.
 
Passo il testimone alla Zjia (quando leggerà), alla Socia (un pretesto per aggiornare quel cazzo di blog), alla piccola  Elfo(Attrice)Amica, alla mia Pallanuotista (Maeeeestra!!) prferita, e al mio Ballerino Jesi-Romano.
 
Bona merde. SIETE STATI NOMINATE.
 

 
 


Vomitato Dal Clown Isterico( PiccolaOnan ) alle marzo 21, 2008 05:07
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.lunedì, 17 marzo 2008.

E così il Clown è andato a Perugia.
Ma soprattutto: è tornato da Perugia.
 
Il Palaevangelisti in confronto al Mandela fa cagare, ma in compenso è facilmente raggiungibile.
Lucrezia nelle esibizioni live distrae, e magari si, 180 foto sono un po’ tante. 
Il Clown & la Zjia hanno ballato e si sono divertite. Ma prima hanno preso per il culo buona parte della gente sita in loco.
E ci sarebbero altri svariati frammenti di cui mettere al corrente el pueblo, ma la cosa più importante è che un ColpoDiPistola sanno verso chi spararlo.
 
Poi sbadabàaaam, un colpo. 
Come rimettere piede all’ auditorium fiorentino e trovarlo in compagnia di una perfetta nullità.
E non è che ci sono rimasta male per il semplice fatto di averlo visto con la lei in questione, no. La cosa abominevole è stato il suo cambiare direzione pur di non passarmi accanto, e il suo abbassare gli occhi verso il pavimento appiccicoso di birra quando i nostri sguardi si sono incrociati, come altre mille volte in precedenza, le mille volte in cui quegli incontri erano sinonimo di tachicardia scomposta, e il passare il resto della serata insieme, lontani dal rimbombare della musica, era la pura ordinarietà.
E ho continuato a guardarlo stupita e delusa, pensando che in fondo la storia si ripete.
Tutte quelle piccole cose che io reputo importanti, precipitano puntualmente in un vuoto cosmico, e la cosa che più mi infastidisce è il dover ogni fottuta volta prendere atto dei miei errori di valutazione, lottando disperatamente contro me stessa per non sentirmi una cretina cronica.
 
E sorvoliamo.
Si, sorvoliamo sugli incontri ravvicinati con un giullare di corte completamente sbronzo, sul fatto che non avevo voglia nemmeno di sentirlo parlare, sul fastidio che mi ha provocato il sentirgli pronunciare il mio